Chakana, la croce andina simbolo dei tre piani dell’esistenza

Una passeggiata tra ciò che resta dei luoghi sacri degli Inca per veder raffigurata Chakana, conosciuta come croce andina. Testimonianza che questi simbolo sacro nella religione cristiana, esisteva già prima.

Chakana non è una croce qualsiasi. Ha quattro braccia uguali ma ognuno di esse, ha tre angoli. Guardate l’immagine qui sotto. Per gli Inca era un simbolo molto importante perché rappresentava l’universo nella sua totalità.

Una croce che a primo impatto si presenta come estremamente geometrica. E di fatto questo è. La geometria di questa figura è importantissima, come vedremo tra poco.

Millenni di storia e di simbologia dietro la croce quadrata. A rafforzare la curiosità e l’interesse della popolazione verso di lei non è solo il crescente bisogno di guardare a culture lontane per ritrovare un po’ le proprie radici. Ciò che scatena la curiosità è qualcosa di più terreno. Semplicemente gli Inca erano soliti riprodurla ovunque. Dai templi ai luoghi sacri, dai gioielli ai vari artefatti. Chi è appassionato della cultura Inca non può resistere al suo fascino.

Una prima versione vuole il nome chakana come l’unione di due parole. Chaka, che vuol dire ponte e unione e hanan, che significa alto, grande. La seconda visione invece, una derivazione da tawa chakana, che significa invece “quattro scalini”. I quali indicano il collegamento tra il mondo inferiore e quello superiore.

Chakana, cosa rappresenta?

Chakana è la rappresentazione della croce del sud, la più piccola ma anche una delle più appariscenti tra le 88 costellazioni moderne. E’ estremamente luminosa e la sua forma è inconfondibile, si tratta di una bellissima croce del cielo australe! La stella principale è la Acrux, nonché la tredicesima più brillante del cielo.

Per gli Inca, la croce andina riveste un importante significato. Essa raffigura infatti i tre livelli della vita, ognuno dei quali a loro volta, sono simboleggiati da un animale.

  • Mondo basso, l’animale è il serpente. Rappresenta la morte e si chiama in lingua quechua Uku Pacha. Qui si trovano i morti e i bambini che non sono mai nati. Tutte le caverne e le aperture che stanno sulla superficie della terra, sono considerate dagli andini un passaggio per comunicare con Uku Pacha.
  • Il mondo dove viviamo noi, con il puma. Rappresenta la vita degli uomini, il posto dove facciamo esperienza. E’ conosciuto dagli andini come Kay Pacha.
  • Il mondo superiore, con il condor. Rappresenta la divinità. Si chiama Hanan Pacha. Qui si incontrano le divinità e vi abitano le divinità più importanti come Pachacamac, Mama Cocha, Mamma Quilla, Inti, Viracocha e Apu Illapu.

Caratteristica peculiare della croce andina è senza dubbio il buco al suo interno. Sta a rappresentare il cerchio della vita e anche l’ombelico Inca.

Il numero dei bracci come in tutte le croci sta a indicare i 4 punti cardinali, le 4 stagioni, i 4 elementi… Gli angoli invece, che come ho accennato sono 12, rappresentano i 12 mesi dell’anno.

Chakana, la croce del sud

Chakana però, è anche il nome in lingua quechua della croce del sud. Essa rappresenta la chiave che permette agli andini di comunicare con gli altri mondi paralleli, concetto che fa parte della loro visione dell’universo. La loro cosmovisione, cioè la visione del mondo, è strettamente legata alla cosmografia (descrizione del cosmo). Le due cose sono particolarmente collegate e infatti, ecco che chakana è si la croce andina, ma anche la croce del sud. La prima tra l’altro simbolo terreno della seconda. Esse sono poi il mezzo che permette di comunicare con i vari mondi simultanei.

Alcuni popoli delle Ande celebrano la Chakana il 3 maggio, perché ritengono che sia il giorno in cui la Croce del Sud assuma una forma perfetta nel cielo. Giorno tra l’altro importantissimo per la raccolta.

I quattro lati della croce andina e l’importanza dei numeri

Come in moltissime culture, anche in quella andina il numero 4 riveste un ruolo davvero importante. Rappresenta l’equilibrio, ma anche la perfezione e l’armonia. Lo stesso impero incaico, il Tawantinsuyu, era suddiviso in quattro parti.

Poi c’è il numero tre. Tre gli scalini per ogni braccio. Tre le leggi morali degli andini. C’è Ama llulla, che significa non mentire. C’è Ama suwa, che significa non rubare. E c’è Ama quella, che significa non essere pigro. Ideali basati sulla sincerità, il rispetto e la lealtà per gli altri non rubando loro niente e la voglia di lavorare si per se stessi, ma anche per il benessere dell’intera comunità.

Ecco che emerge anche il numero due. Raffigurato dalle due linee, una verticale e una orizzontale. La prima rappresenta l’uomo, la creazione, la successione. La seconda la donna, il creato, la materia, la Pachamama. Il punto d’incontro rappresenta l’unione tra uomo e donna, cielo e terra, destra e sinistra, mondo inferiore e mondo superiore. Tutti gli opposti, qui si incontrano.

L’universo in un simbolo

Trovo estremamente affascinante la croce andina, uno dei simboli che tra l’altro riesco a percepire con maggior forza proprio per il concentrato di significati che possiede. Non è difficile capire perché è considerato un simbolo dell’universo stesso.

La croce andina raffigura i tre piani (mondo sotterraneo, il nostro mondo e quello celeste), i 12 mesi dell’anno, i 4 punti cardinali e le 4 stagioni. Rappresenta i tre principi della cultura andina. E’ la chiave che collega ai mondi paralleli. E’ simbolo della dualità maschile e femminile che si unisce, in UNO, così come tutti gli opposti sono destinati a incontrarsi.

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Dove si può vedere Chakana?

Se pensate di organizzare un viaggio in Perù, sappiate che avete la possibilità di vedere Chakana in diversi posti. Nel sito archeologico del Tiwanaku ad esempio, questo elemento lo può trovare praticamente in ogni costruzione. Non solo, in questo luogo ci sono molte cavità che venivano un tempo riempite d’acqua e riflettevano proprio la Croce del Sud.

La croce Inka la potete ritrovare anche a Machu Picchu. Quando il sole raggiunge una certa angolazione è possibile vedere nel tempio, una mezza croce, la quale si va unire alle tre finestre presenti, formando Chakana. E’ piuttosto comune questa tecnica, cioè quella di creare solo metà croce materiale e lasciare che sia l’ombra del sole, in alcuni momenti della giornata, a completare il simbolo. Sta a raffigurare proprio il mondo non materiale.

Si trova poi la croce andina in varie architetture, templi e manufatti a Machu Picchu, come il famoso tempio del condor. La più antica rappresentazione di questa croce però non è in Perù, ma bensì in Bolivia.

 

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