Pachamama, la Madre Terra dell’antica religione andina

Pachamama è la Madre Terra. Venerata da millenni dalle antiche popolazioni andine, la sua voce viene ancora udita da quelle persone che tutt’oggi si identificano spiritualmente nella cultura Inca.

I curanderos andini venerano la Pachamama durante i loro rituali. Prima di compiere qualsiasi gesto rituale o prendere decisioni importanti, chiedono il suo consenso. Anche il popolo si rivolge ai saggi per sapere qual è il parere della Dea Madre prima di fare una scelta.

Pachamama è una parola quechua e letteralmente si traduce in “madre spazio tempo” oppure in “madre universo”.

Pachamama, come viene vista?

Come accade spesso alle divinità delle religioni panteistiche, anche la Pachamama non ha un’immagine precisa. Non viene visualizzata con uno specifico aspetto. Anche perché lei permea tutta la natura e ogni essere vivente. Il suo corpo è la terra.

Lei viene identificata nello sciamanesimo andino come la Dea della fertilità, colei che nutre i propri figli. Una madre amorevole alla quale ci si rivolge per chiedere consiglio. Tuttavia, proprio come una madre, può rivelarsi irosa. Può essere infatti estremamente crudele, soprattutto quando i suoi figli non la onorano più.

Il fatto che la Pachamama viene identificata con la terra, rende la terra stessa e tutto ciò che produce e accoglie, come sacro. La spiritualità non è separata dalla natura, come invece accade nelle culture patriarcali.

La pachamama onorata dalle popolazioni andine

Sulle Ande, ma anche in altre parti del mondo, c’è chi riconosce la Pachamama come Dea Terra. Oggi infatti si tratta di una spiritualità particolarmente apprezzata, anche qui da noi in occidente. Senza dubbio si deve la grande diffusione della spiritualità andina in Italia e nel resto dell’Europa allo scrittore Mamani.

I rituali verso la Pachamama comunque, vengono svolti sulle Ande, tra le popolazioni che appunto rispettano le antiche tradizioni Inca. Venerare la Pachamama è per tutti e i curanderos, si rivolgono a lei in nome delle altre persone per ottenere responsi.

Il culto di Inti invece, la divinità maschile e alta, era riservata solo a pochi, a un gruppo di ristretti. Chi viveva a contatto con la terra, cioè la maggioranza delle persone, avevano un rapporto molto più stretto con la Dea. Era a lei che si rivolgevano per avere un buon raccolto e lei ringraziavano per i buoni frutti che offriva.

Libri sulla Pachamama

Per comprendere meglio la Pachamama e la cultura andina, ho letto molti libri. Hernán Huarache Mamani in particolar modo ci ha offerto una vasta collezione di testi. Anche se spesso in modo indiretto, ha raccontato molto della cultura andini. Sono sempre stata appassionata di tutto ciò che scriveva e infatti, ho letto fino all’ultimo libro. E’ stato uno dei più grandi depositari della cultura Inca. Perciò, se parliamo di sciamanesimo andino, indubbiamente mi sento di consigliarvi i suoi libri. Qui sotto un veloce e (per adesso) incompleto elenco.

  • La profezia della curandera: sicuramente uno dei più apprezzati in assoluto di quelli scritti da Mamani. È stato il primo che ho letto dell’autore e sullo sciamanesimo andino in generale. Come la maggior parte dei suoi libri è una storia d’amore, ma anche la storia di una ragazza nel pieno del suo risveglio spirituale. La protagonista infatti è una giovane donna che affronta il duro percorso delle curanderas, di quelle donne che prima di lei si sono avvicinate alla religione della Pachamama e si dedicano al prossimo. Nel libro potete apprendere varie cose dello sciamanesimo andino e della Pachamama. Sono tanti i riferimenti ai rituali, così come alle tradizioni stesse di questo popolo. Lo scrittore ci racconta alcuni frammenti del percorso di una donna che deve compiere il suo destino. Leggi qui la recensione completa.
  • Negli occhi dello sciamano: ormai ho perso il conto di quante volte ho letto questo libro. Di tutti, è quello che ho preferito perché racconta dell’esperienza reale dello scrittore. È una specie di autobiografia. Alcune parti sicuramente possono essere un po’ romanzate, ma ciò che ancora una volta mi ha interessato è il messaggio e le informazioni che ha lasciato trapelare. Parla della Pachamama, di come la sua vita prettamente materialista si è trasformata in seguito a una grave malattia. Racconta del suo lavoro, dell’incontro con alcuni curanderos e amici di vecchia data. Parla soprattutto del suo viaggio su per le Ande, di come da solo ha affrontato un percorso tanto difficile, riscoprendosi davvero. Qui conosce il suo maestro e nuovamente si sveglia, con una nuova consapevolezza. Leggi la recensione completa.

  • La donna dalla coda d’argento: La protagonista di questo romanzo è una donna italiana. Dopo essersi separata dal marito è in piena crisi esistenziale e si trova a rivedere un po’ tutta la sua vita. Ecco che decide di fare un viaggio in Perù e qui, incontrare un curandero. Ecco, Mamani in questo libro mette in evidenza cose nuove. La prima è la differenza culturale, la seconda è lo stile di vita delle donne peruviane. Attraverso gli occhi di Lara, scopriamo infatti come le donne peruviane vivono oggi, in un paese dove la povertà è elevatissima e spesso le native sono si integrate, ma pur sempre sfruttate a lavoro e in famiglia, umiliate e picchiate. Mamani porta il suo personaggio a una scoperta di nuovi e importanti valori ma la conduce anche dal suo curanderos. Si perché il percorso della spiritualità andina è aperta alle persone di tutti i popoli, indifferentemente da dove sono nate e qual è la loro storia! Leggi la recensione completa.

 

Approfondimento: Il mito della Pachamama

Pachamama era sposata con suo fratello Pachakamac. Un’unione che portò alla nascita di due gemelli, uno maschio e uno femmina. Secondo alcuni miti lo sposo morì, secondo altri restò prigioniero di un incantesimo. Pachamama però restò sola con i figli mentre sulla Terra vi era solo oscurità. Camminando a lungo e combattendo dure battaglie arrivò in una grotta, abitata da Wakon.

Stava cucinando una patata e ai figli chiese di andare a prendere l’acqua. Provò a sedurre Pachamama ma rifiutandolo, venne uccisa e messa nella pentola. Disse poi ai gemelli che la madre sarebbe tornata dopo poco. Restarono così per giorni con Wakon. Fu un uccello annunciatore dell’alba a dir loro la verità. Presero Wakon nel sonno e legarono i suoi capelli a una roccia, scapparono via e si rifugiarono in una tana di volpe. Quando l’uomo arrivò e chiese alla volpe dove si trovarono, lo mandò su per la montagna e qui cadde nella trappola. Finì nel burrone, morì e causò un terremoto. Restarono con la volpe fino a quando una notte loro padre, intenerito dal loro destino, fece scendere una corda dal cielo. Loro si arrampicarono e si riunirono a lui, vennero trasformati nel sole e nella luna.

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